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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Edizione provinciale di Bari


All'ombra del Pellegrino, Bari beffato all'ultimo secondo di recupero

Ma buoni gli spunti per Stellone: la squadra ha gestito molto bene la gara

  Scritto da Massimo Longo il 12/08/2016

Palermo – Peccato perché uscire in questo modo lascia un retrogusto di rabbia ed amarezza sotto il palato dei tifosi del Bari attaccati alla TV per godersi in santa pace le gesta dei ragazzi di Stellone, senza dimenticare quei 70 audaci, indomiti, tifosi baresi che, sfidando l'eterna incompiuta Salerno- Reggio Calabria, nonché lo Stretto, sono arrivati fin qui per seguirli da innamorati indomiti.

Ma tutto è risultato vano: il verdetto ha annunciato loro, al 121’, che sarà il Palermo ad incontrare la vincente tra Spezia ed Udinese anche se, per contro, un altro contro verdetto è stato emesso anche se ai fini del cammino in Tim Cup appare inutile: quello per il quale la squadra vincitrice moralmente è, invece, il Bari.

E già perché la squadra di Stellone ben messa in campo, ha retto molto bene al cospetto di un avversario rabberciato, sì, nei suoi 7/11, e forse pure battibile se solo il Bari ci avesse creduto di più, ma pur sempre di categoria superiore. E perdere in questo modo, per giunta su un tiro senza pretese che, se non deviato dagli spigoli di due giocatori, probabilmente, sarebbe rotolato pian pianino sulle braccia di Micai, fa molta rabbia, la stessa rabbia - si ricorderà - che i tifosi del Livorno, qualche mese fa, assaggiarono dopo il gol di Lazzari mentre l'arbitro portava in bocca il suo fischietto: ma stavolta ad essere punito è stato il Bari. Il destino, purtroppo, è così e guai a metterselo contro: occorre accettarlo dignitosamente.

Certo, ai punti, ovvero quanto a tiri in porta, il Palermo avrebbe vinto ma si son trattati di tiri, tutto sommato, non impossibili da parare, al contrario di un Bari che ha creato solo un paio di vere occasioni gol mancate per un soffio da Monachello e da Maniero.

Fatto sta che queste gare durano centoventi minuti, e col recupero anche centoventidue. Ed è stato proprio all’ultimo attimo fuggente che Micai ha alzato bandiera bianca spazzando in un colpo solo, beffardamente, il Bari dalla Tim Cup con un tiro da fuori area ad opera di tal Chochev con doppia deviazione di due difensori baresi.

Peccato - si diceva - perché i biancorossi avevano gestito bene la gara nei centoventi minuti, senza dimenticare che l’ultima mezzora l’ha giocata senza Cassani, quindi in inferiorità numerica, giocatore già ammonito nel primo tempo ed espulso giustamente per un fallo tatticamente inevitabile che se solo l'avversario fosse accaduto in area sarebbe stato sicuramente rigore.

Sicché quando ci si era messa l’anima in pace per assistere alla roulette russa dei rigori dove nessuno parte favorito, né sfavorito, ecco la beffa materializzarsi all’ultimo nanosecondo del match.

Tuttavia riteniamo che Stellone possa ritenersi soddisfatto (così come ha dichiarato in sala stampa a gara terminata), avendo assistito ad un atteggiamento più che sufficiente sia in difesa (monumentali i centrali difensivi insieme a Romizi per il quale speriamo davvero siano terminati i soliti guai muscolari che lo hanno penalizzato per ben cinque anni) che a centrocampo-attacco, con quello spirito necessario per difendersi ed attaccare soprattutto quando si è fuori casa.

E nonostante la mancanza di timori riverenziali verso una squadra di altra categoria, quantunque tutta questa differenza non si sia vista per niente, son da rivedere le scelte forzate di Stellone, come ad esempio quelle di Sabelli come ala destra e di Di Noia come terzino sinistro che vorrebbero pur essere dei segnali morse alla società ma che però, alla fine, potrebbero penalizzare la squadra nei momenti clou. In fondo c’era pur sempre Cassani che, così come precisò in conferenza stampa a Bedollo, può giocare anche a sinistra rimettendo Sabelli a destra. Anche perché – diciamocelo francamente – l'efficacia di Sabelli nel corso della gara è stata pressoché nulla nel senso che, se Sabelli è stato proposto come ala destra, in quel ruolo ha fatto poco o nulla. Di Daprelà sappiamo, invece, che non è ancora pronto al punto giusto per essere schierato. Ma non c'è fretta, quella fa i figli ciechi.

Il Palermo, dal canto suo, ha fatto la sua gara anche se era priva di ben sette titolari, con quel Bentivegna tutto fare e con Raikovic sempre pericoloso quando la palla arrivava sulla sua testa.

Fedato da rivedere e Martinho che ha giocato tutt’altro che da Martinho: ma si sa che ad agosto è sempre così, dunque, è bene attendere altri test prima di emettere sentenze.

Micai, senza dubbio, il miglior in campo anche se ad inizio gara, un piccolo batticuore, complice un difensore barese, lo ha creato ai tifosi.

Adesso si attendono ulteriori rinforzi mentre la rosa potrà proseguire il suo lavoro senza assilli particolari. In fondo una notte sfortunata sotto l'ombra del Monte Pellegrino era da mettere in conto. Anche all'ultimo attimo di gara.

 

 

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  Scritto da Massimo Longo il 12/08/2016
 

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