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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Edizione provinciale di Bari


Il traghettatore Stellone non evita la deriva barese sull'Ade pontina

  Scritto da Massimo Longo il 05/11/2016

Latina in crisi? E magari con una sola vittoria ottenuta, fino adesso, in campionato? E, perché no, col suo attaccante che non segna da sei-sette turni? Nessun problema: da oltre cento anni a questa parte la medicina, per tutte, si chiama Bari calcio. A prescindere dalla prestazione di quest'ultima, vale a dire se giochi bene, male o così così.

Il Bari insoddisfatto per l'itinerario fin qui percorso era alla ricerca della continuità dopo la vittoria di Pirro contro la Pro Vercelli, una continuità mai incontrata fino adesso al cospetto, stavolta, di un Latina, anch'essa insoddisfatta, penultimo in classifica e, pertanto, necessitante di punti come l'aria, e che mai aveva perso in casa fino adesso. E il traghettatore per la continuità, ovvero Caronte Roberto Stellone, era chiamato a darla attraverso un segnale positivo all'ambiente appena minato di per se' dalla querelle Paparesta-Giancaspro. Già, doveva... ma di fatto è naufragato nell'Ade barese.

Sicché appena legatasi matrimonialmente in licensig e merchandising con l'Umbro Italia, il Bari di Stellone è sceso in campo con Cassani al posto di Sabelli sulla destra, Daprelà a sinistra, Moras e Di Cesare centrali, Furlan, Fedele preferito a Romizi, Valiani e Doumbia a centrocampo, il recuperato in extremis Maniero e Brienza davanti.

Si parte senza acuti particolari particolari fino all'11 quando Abisso ha concesso un rigore molto dubbio causato dalla caduta di Nica su un presunto fallo di Doumbia e per il quale è stato ammonito Moras per proteste. Conseguenza prevedibile col gol di Corvia, solita bestia nera del Bari, ed 1-0 per i pontini.

Bari punito a freddo che purtroppo replica con imprecisione, nervosismo e scarsa lucidità, in netta difficoltà nel proporre gioco ed incapace di fare due passaggi. Oltre a Moras, anche Doumbia e Maniero, oggi particolarmente irrequieto per le tante botte subite e date, son finiti nel taccuino di Abisso con un cartellino giallo.

Molte le interruzioni a discapito del bel gioco ma anche a causa di una gara nervosa, Cassani e Furlan non pervenuti, anzi, talvolta anche dannosi alla squadra mentre il Bari, la cui manovra è apparsa lenta prevedibile ed in sofferenza manovrata dai due centrali difensivi che avanzavano da soli a centrocampo senza riuscire a trovare sbocchi, è riuscito a fare peggio: mai in area di Pinzaglio. Sembra incredibile ma è vero. Ed il Latina, nonostante abbia confermato la sua posizione in classifica, è apparso più convincente del Bari anche se raramente pericoloso in area di Micai se non con qualche tiro da fuori area o triangolazioni troppo strette.

E siccome il Bari non è parso scendere in campo, ecco l'inevitabile raddoppio del Latina al 42' con un gran gol di Scaglia che ha pescato, su calcio di punizione, la ragnatela all'angolo sotto la traversa. Gran gol, 2-0 mentre, e notte fonda per il Bari.

Il secondo tempo è iniziato con Martinho in campo al posto di Doumbia ed il Bari è apparso nettamente più in palla fino ad avere la prima opportunità su cross di Martinho per un accorrente Di Cesare che, da posizione difficile angolata, ha tirato sull'altro palo, naturalmente fuori. Fa notizia perché è stata la prima opportunità, nemmeno occasione, per il Bari.

Al 7', invece, abbiamo segnalato la prima vera occasione per il Bari su cross di Furlan per Martinho che per due volte consecutive - la seconda di tacco - è andato vicinissimo al gol prendendo due pali consecutivi.

Se non altro è apparso un Bari che è entrato in campo con un piglio diverso anche perché bisognava rompere gli indugi. Nel frattempo anche il buon Valiani è finito nel taccuino giallo dell'arbitro.

Il Latina con azioni manovrate, e non sulle ripartenze, si è reso pericoloso in almeno tre occasioni, al 13' con Mariga che ha pettinato una punizione prendendo il palo sulla destra di Micai, al 26' con Scaglia per Gilberto che ha tirato alto di fronte a Micai ,e con Corvia che, presentatosi da solo davanti a Micai, ha tirato sullo stesso portiere barese che miracolosamente ha rinviato.

Al 16' Stellone ha cercato di dare fosforo alla manovra e ha fatto entrare De Luca per Daprelà e al 17' su un cross, uscendo a vuoto Pinzaglio, De Luca ha segnato di testa il gol del 2-1. Bari rivitalizzato dal gol di De Luca, una scintilla nella depressione generale.

Al 23' occasionissima ancora di De Luca che, servito da Valiani in verticale, ha tira su Pinzoglio, solo davanti a lui. Peccato, poteva essere il 2-2.

Il Bari, verso la fine, è sembrato aver perso quel furore agonistico col quale era entrato in campo e allora Stellone ha pensato di far entrare Castrovilli per Cassani ma tutto è stato inutile anche perché il Latina si è chiuso bene.

Al di là del risultato e della prestazione assolutamente negativa, diciamo che al Bari mancato molto in fase di impostazione: Valiani e Fedele, nonostante il grande impegno, non son mai riusciti a dare le geometrie giuste. Senza dimenticare l'impalpabilità di Furlan, di Doumbià e, in parte, anche di Martinho, senza dimenticare l'apporto negativo di Castrovilli il quale sta avendo anche i suoi spazi senza, però, ripagare la fiducia dell'allenatore. Una occhiata la daremmo anche ai centocinquant'anni in quattro che si suddividono Moras, Brienza, Cassani e Valiani, giocatori validi di serie A forse poco affamati a differenza dei loro omologhi veronesi, di serie A, ma sotto i trent'anni e, di conseguenza, ancora affamati. Tutta qui la differenza tra chi vuole andare in A convintamente e chi spera di andarci.

Decisamente un brutto colpo per il Bari per il quale i tifosi, giustamente, si mostrano stanchi di questa altalena. Occorre trovare subito chiave giusta per uscire da questa situazione. Stellone è l'allenatore e gli attrezzi tocca trovarli a lui. Altrimenti occorre prepararsi all'ennesimo torneo incolore, un sabato nella polvere un altro sull'altare manzoniano della mediocrità. Senza dimenticare l'Acheronte dantesco che è pur sempre da tenere d'occhio dovesse straripare con tutte le conseguenze del caso.

 

 

 

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  Scritto da Massimo Longo il 05/11/2016
 

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