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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Edizione provinciale di Bari


Si chiude un anno, il 2016, vissuto pericolosamente

  Scritto da Massimo Longo il 30/12/2016

Il match contro la Spal ha sancito la chiusura dell'anno solare del Bari, un anno vissuto tra poche luci e molte ombre. Un anno iniziato con il confortante pareggio “camploniano” di La Spezia dopo l'ancora incomprensibile esonero del tecnico Nicola, reo di non aver fatto intravedere il “gioco” nei 35 punti accumulati (ad averli oggi...!) ai famosi buongustai tifosi baresi del web abituati, evidentemente, a Guardiola, a Conte e a Mourinho differentemente dalla massa che, da oltre cent'anni, generazione dopo generazione, è abituata a vedere panem et circensem fatte salve occasionali annate o segmenti delle stesse.

Dopo quel pareggio in terra ligure, ancora griffato Paparesta, il Bari ha cominciato il suo percorso altalenante fino a raggiungere, si, i playoff, uscendone alla prima gara dopo il rocambolesco e scoppiettante 3-4 contro il Novara di Baroni.

Si è parlato, giustamente, di Bari flop, incapace di andare avanti nella lotteria di promozione avendo una squadra non fortissima ma decisamente pugnace e sicuramente migliore di quella di quest'anno.

E mentre il torneo andava concludendosi, è spuntato come un fungo dopo un temporale il tycoon Noordin ad infondere speranze di crescita del calcio barese, speranze subito naufragate a causa del troppo, animato e becero ostruzionismo mediatico condotto, come noto, da abili piloti mediatici pronti sempre a screditare Paparesta e malesi quasi giornalmente. Certo, le colpe maggiori, così come dallo stesso ammesse, sono state di Gianluca Paparesta e della sua avvincente ed innocente incoscienza che ha tenuto tutti sulla corda lasciando sperare quanti già intravedevano un Bari malesiano.

I fatti, come noto, sono andati in modo diverso con un muro innalzato da Noordin nei confronti di Paparesta nonostante, come ampiamente dimostrato dai fatti, i soldi (e pure tanti: 143 milioni di euro erano pronti per essere investiti) ci fossero. Ma qualcosa, nel tortuoso macramè italo-malesiano deve essere saltato tanto da far fallire la trattativa. E i motivi abbiamo cercato di spiegarli in illo tempore a trattativa saltata in un nostro articolo.

A subentrare è stato l'ex socio di minoranza, il Dottor Cosmo Giancaspro, dopo le note sfilettate perpetuate tra i due contendenti che ha salvato, di fatto, la società da (secondo) fallimento certo.

Sicché, mentre Vincenzo Matarrese lasciava per sempre questa terra, con Giancaspro, come ammesso candidamente sin dalla prima conferenza stampa, si è tornati in un contesto più consono all'ambiente, contesto che ha previsto il famoso motto “prima i conti in ordine poi il resto”, motto che, inevitabilmente, ha tarpato le ali a quanti credevano e speravano in un risorgimento biancorosso. Ed infatti, anche a causa di inadempimenti lasciati dalla gestione Paparesta, l'Amministratore Unico Giancaspro ha iniziato il suo percorso affidandosi a Sean Sogliano, facendo fuori qualche dirigente o dipendente della precedente gestione e avviandosi al torneo con pochi denari e molte incognite.

Squadra totalmente rinnovata, i soli Romizi e Sabelli a portare la bandiera di una meravigliosa stagione fallimentare e tante facce nuove, “primavera” inclusi, pronti per la partenze del solito, inutile, ritiro, quest'anno tenutosi a Bedollo, in Trentino, o meglio, ritiro utile solo a smaltire i chili di troppo di qualche giocatore perché gli insegnamenti di Stellone, chiamato da Giancaspro per pilotare la squadra barese, son serviti a poco o a nulla in quanto, come sempre accade, mezza squadra è scomparsa tra ritorni in “primavera” e cessioni ed un'altra metà si è proposta dopo il “gong” del calcio mercato milanese. Punto e da capo.

E nonostante una oculata svolta societaria fatta di capitalizzazioni e, contemporaneamente, risparmi su ogni cosa, la partenza non è stata delle migliori tanto che Stellone, vittoria immeritata ottenuta con un colpo di fortuna grazie ad un rigore concesso al 93' a Perugia a parte, non ha dato mai l'idea di poter competere per la promozione, sia attraverso il gioco quasi mai intravisto, sia per i risultati, spesso negativi (la sconfitta contro il Benevento per 0-4 è risultata indicativa) e poche volte positivi. Insomma, il terreno ideale per l'esonero che di lì a poco sarebbe accaduto: fuori Stellone e dentro un allenatore navigato come Stefano Colantuono, mossa che ha “stordito” un ambiente già rassegnato ad un torneo da centro classifica. Infatti prendere Colantuono ha, indirettamente, inviato un messaggio ben preciso, vale a dire quello che l'intenzione di ambire alla A, diretta o indiretta, era rimasto inalterato. Fatto sta che con Colantuono, sconfitta immeritata a Verona a parte, il Bari ha preso un'altra piega non tanto per il gioco che continua a latitare, quanto dal punto di vista caratteriale e da quello del punteggio avendo racimolato punti su punti sin dalla “prima” di Colantuono fino alla gara di ieri contro la Spal, naturalmente tra chiaro scuri, più scuri che chiari.

Come scriviamo da tempo, non ha convinto ancora la manovra che è apparsa (ed appare) lenta, prevedibile e macchinosa, le ali esterne non hanno mai punto a dovere, De Luca è apparso in una involuzione crescente, Maniero, differentemente dai suoi colleghi delle altre 21 squadre, è messo lì per prendere solo botte, per sacrificarsi e mai per provare ad andare in gol. Non è un caso che nelle ultime gare, il Bari sia andato in gol grazie all'inserimento delle sue mezzali, Fedele e Basha e dei difensori come Tonucci.

A ciò vadano ad aggiungersi le eterne indisposizioni di cinque-sei giocatori assenti, ormai, da tempo immemore, i puntuali squalificati e quanti sono entrati in campo in condizioni fisiche precarie e si tiri la linea.

Insomma, un Bari che merita assolutamente la posizione attuale in classifica ma anche un Bari che, considerato il mediocre torneo di B (lo scorso anno, Crotone e Cagliari già facevano vita a se' mentre il Pescara ed il Trapani volavano per conto loro), con qualche giusto innesto, potrebbe dire la sua in chiave playoff. E considerato che soldi non ce ne sono (a detta di Giancaspro), provando a disfarsi dell'unico giocatore che, ad oggi, potrebbe avere un certo mercato (Sabelli, uno-due milioni di euro), occorrerà stare attenti ai vari bidoni, alle seconde e terze scelte, agli scarti, ai rotti, ai convalescenti o agli arrugginiti che, ovviamente, abbondando nel mercato di gennaio e, chissà per quale arcano motivo, il Bari è sempre in prima linea nell'arruolarli, salvo poi vederli in campo precariamente da aprile in poi.

 

 

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  Scritto da Massimo Longo il 30/12/2016
 

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